Essere Online, una scelta consapevole

Filosofia del Web Marketing

La parola MARKETING non è né brutta né bella. Racchiude in sé un significato e soprattutto un insieme di azioni o attività che si può decidere di usare per tradire la fiducia degli interlocutori o per procurare beneficio a tutti.

Purtroppo, per colpa di molti senza scrupoli, certi concetti collegati alla vendita si sono sporcati nel tempo e con l’uso. Crediamo, però, che oggi bisognerebbe iniziare a parlare naturalmente e con maggiore serenità di vendita e venditori, di consumatori, di proposte, promozioni, di scambio. Di persone.

A un certo punto ci siamo fermati, seduti a un tavolino a riflettere. Il tempo aveva compromesso la nostra comunicazione. Era arrivato il momento di mettere nero su bianco quello che per noi era scontato ma non lo era più per le persone che ci seguono. Ci siamo messi a riflettere sulla parola MARKETING, quella più colpita da anni di manipolazioni, fraintendimenti e cattivo uso. Ci siamo chiesti come questa parola fosse percepita da persone che, come noi, hanno un’attività e la necessità di lanciare un messaggio, di promuovere e vendere prodotti e servizi online. Aggiungendo un suffisso, una parolina prima di ‘marketing’, infatti, si può parlare velocemente di ‘web marketing’ e questo sembra bastare. Ma è proprio quella velocità a creare problemi perché il web è un mondo che deve essere conosciuto bene per essere vissuto in pieno. È un mondo che deve essere rispettato altrimenti può riservare brutte sorprese. E non tutti conoscono i vari aspetti della rete internet, gli strumenti che ti mette a disposizione, le dinamiche, le aspettative, le esigenze di tutti noi utenti che la viviamo. Forse è per questo che molti liberi professionisti, imprenditori, autori, artisti, hanno deciso di tentare questa strada da soli senza affidarsi agli ‘esperti della Rete’: non si sono fidati, non si sono affidati. Da soli e senza sapere cosa è meglio per loro e per la loro attività hanno tentato di vivere la rete internet affidandosi al caso o seguendo quel poco che credevano di aver compreso. Non possiamo dargli torto Molti di quelli che si sono fregiati del titolo di esperti, hanno tradito le loro aspettative e nel peggiore dei casi li hanno truffati. E noi di buone intenzioni, invece, non ci siamo spiegati al meglio.

Per questo motivo ci siamo chiesti cosa si pensa in generale di questa parola: MARKETING.

Cosa ne pensa chi si sente ‘consumatore‘ e chi si sente ‘venditore‘ di qualcosa? Una parola demonizzata da molti ed enfatizzata da altri. Ci abbiamo ragionato a diversi livelli ma la prima cosa che ci è venuta in mente è che bisognerebbe dare alla parola ‘marketing’ il giusto peso una volta per tutte. Ed è proprio sul quel peso che abbiamo riflettuto a lungo.

Purtroppo, per colpa di molti senza scrupoli, certi concetti collegati alla vendita si sono sporcati nel tempo e con l’uso. Crediamo, però, che oggi bisognerebbe iniziare a parlare naturalmente e con maggiore serenità di vendita e venditori, di consumatori, di proposte, promozioni, di scambio. Di persone. Perché ci siamo tutti dentro, perché la vita è fatta di questo, è fatta di scambio, e ogni giorno ‘giochiamo a questo gioco’.

La parola MARKETING ha origine dal termine inglese ‘market’(mercato). E qui ci viene in mente il mercato rionale dove in un simpatico rapporto faccia a faccia il contadino espone la sua frutta e le sue verdure coltivate anche con fatica. E ci tiene molto alla qualità del suo prodotto, ti fa assaggiare la ciliegia o il mandarino, dipende dalla stagione, e ti invoglia a comprare i frutti della sua terra. Sono gli stessi che mangia lui e la sua famiglia. E poi c’è chi vende il pesce e chi il pane e poi la carne. Ognuno ha prodotti che servono agli altri e così tutti abbiamo bisogno di tutti. E se lo scambio è onesto tutti ci guadagniamo sia che compriamo sia che vendiamo. Uno scambio alla pari.

Se lo scambio è onesto non è che ci si guadagna di meno, anzi! Il mercato moderno ci insegna il contrario. Fare le cose fatte bene paga molto di più. Lavorando si vive e vivendo si lavora e farlo con le mani pulite è tutta un’altra sensazione. Anche perché, parliamoci chiaro, a tutti piace assaggiare le ciliegie dolci del contadino!

Pensiamo ancora che tutto si dovrebbe riportare alle giuste proporzioni, alla verità, a come sono davvero fatte le cose, a quello che davvero vogliono le persone. A noi piace farlo nel Web, con il nostro lavoro, con il meglio che sappiamo fare.

La parola MARKETING non è né brutta né bella. Racchiude in sé un significato e soprattutto un insieme di azioni o attività che si può decidere di usare per procurare beneficio a tutti o per tradire. Soddisfare desideri e bisogni delle persone e dei mercati o tradire entrambi. Anche perché i mercati sono fatti da persone.

Si vende e si compra, si scambiano beni e servizi, e tutti siamo consumatori di qualcosa e abbiamo bisogno di conoscere, sapere, capire, trovare quello che ci serve, quello che desideriamo, e poter decidere di comprarlo, usarlo, o sostenerlo. Vogliamo avere a disposizione una scelta. Ecco, NON vogliamo essere traditi da una comunicazione sleale. Ma quella non dipende dal ‘marketing’, dipende dalle intenzioni e dall’onestà di chi comunica.

NOI di Progetto Sharpen abbiamo già dato un peso a questa parola e l’abbiamo fatto in funzione del nostro lavoro e del valore che abbiamo deciso di trasferire a chi usufruisce della nostra consulenza e del nostro servizio. E dopo questa lunga riflessione abbiamo anche deciso di essere più chiari possibile sulle nostre intenzioni e sul nostro modo di fare marketing per noi stessi e per le aziende di cui ci occupiamo.

Questa è la nostra filosofia.

AL LAVORO